foto di Daniele Soncin

MARIA  NELLA  MARANGON
Da Leonardo: attraversando il tempo...

a cura di Gianpaolo Gasparetto

13 aprile – 31 luglio 2019


Non sempre è facile e scontato per un artista contemporaneo rapportarsi con i maestri del passato, senza cadere in facili citazionismi, in modo didascalico, trovando invece una soluzione originale per non rimanere schiacciati dal peso della storia. Se poi il maestro in questione è un “Gigante Misterioso” come Leonardo da Vinci il compito è ancora più gravoso.

A 500 anni dalla morte del Genio più amato della storia universale, noi di Ca’ Cornera, celebriamo Leonardo come merita e come avviene nel resto del mondo con lo sguardo e la ricerca dell’artista polesana Maria Nella Marangon.

Lei sa di vivere in un mondo nuovo, nella società dell’industria e della tecnologia, non più nel mondo della manualità, dove le forme prima di essere concrete sono mentali. Porta con sé i semi delle avanguardie storiche e sa che l’arte è pura progettualità, che non ha bisogno di un “lavoro” ma soltanto di un gesto demiurgo, ordinatore. In fondo, che la pittura è cosa mentale, l’aveva già scritto lo stesso Leonardo.

E’ molto interessante vedere nelle opere di M. N. Marangon come il rapporto tra artista e osservatore sia di fondamentale importanza. Al di là delle etichette e delle classificazioni storico-accademiche la sua ricerca segue dei binari ben precisi ed è frutto di un pensiero strutturato dove niente è lasciato al caso. A lei, infatti, non interessava, e non interessa, ciò che una determinata opera di Leonardo dice, ma ciò che l’arte in quanto arte può dire. Dal desiderio di confrontarsi anche in chiave giocosa e irriverente.

Va dato merito quindi alla nostra artista di suscitare ancora curiosità verso il Grande Genio toscano con opere che prendono solo spunto da alcuni suoi capolavori. Ha guardato, analizzato, studiato e anche sezionato ciò che il Grande Maestro ci ha lasciato in eredità. Piccoli dettagli rivisitati e tradotti attraverso i materiali diversi, dalla fotografia, alla scrittura, ad assemblaggi improbabili, a noi contemporanei, non trascurando le immagini, in video, di una sua performance.

Utilizzando unicamente la voce leggendo, in lingua arcaica, il testo di alcune favole di Leonardo, catturerà la nostra attenzione e l’interesse. Attraverso un “medium” diciamo così “intimo” l’artista si fa narratrice comunicando alle orecchie dell’ascoltatore le parole del Maestro. Comunicherà significati ed emozioni senza l’espressione del viso e dei gesti del corpo, un compito certamente difficile. Il Genio assoluto di Leonardo è riconosciuto universalmente: il suo talento eclettico trovò espressione in ogni forma d’arte e conoscenza e, forse meno noto, scrisse anche alcune favole, probabilmente intorno al 1490. Sono favole brevi, che hanno protagonista soprattutto la natura, descritta nella sua forma reale e immaginifica: animali o piante che parlano e che attraverso le sue parole scritte insegnano una morale profonda. Ricordiamo un suo monito: “Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri.

Un genio imprendibile, Leonardo, dalla sua stessa scrittura, quella scrittura con la mano sinistra, “a specchio” che capovolgeva le lettere e le parole da destra verso sinistra. Per capire Leonardo, o almeno tentarci, Maria Nella ci fornisce, appunto, lo strumento, uno specchio… Un compito che potrebbe risultare un po’ complicato. Ma così non è. Leonardo da Vinci, con i suoi Codici ha la capacità di stupirci trasformandosi in un sorprendente tramite per comunicare le sue osservazioni, rivelandoci sempre qualcosa di inatteso.

Nel Genio Fiorentino, l’autrice, trova una profonda affinità elettiva. Ne condivide i turbamenti, la passione mai appagata per l’opera. Nelle rappresentazioni di “paesaggio”, che prima di Leonardo erano solo un elemento accessorio, utili come sfondo, diventano ad essere protagoniste.

L’esempio della Gioconda, qui presentata, è illuminante. La nostra artista, con un intercambio giocoso di fotografie, amplifica il valore del paesaggio come allegoria della caducità del tempo ed esaltare così il personaggio in primo piano, in questo caso di Monna Lisa, donna virtuosa, la cui virtù trionfa sul tempo che passa.

Il legame con Leonardo di M.N. Marangon passa anche attraverso la sua performance, qui in un video, realizzata in tempi non sospetti di celebrazioni vinciane. Soffermiamoci a guardare queste immagini, io ne rimango affascinato ogni volta. Sento la sua voce che racconta Leonardo, la sua ispirazione, il suo messaggio, sento la natura e l’opera che abbraccia gli alberi destinati alla morte.

Prima che sia troppo tardi, lei desidera sensibilizzare la nostra umanità portandola, virtualmente, a stringere alberi e ci ricorda che un albero è qualcosa di vivo, di buono, che si ama perché allo stesso tempo lui ama noi. Credo fortemente che il suo richiamo alla società moderna, finalizzato alla sensibilizzazione alla tutela dell’ambiente, sia forte e intimo allo stesso tempo.

Ecco come finirà, entrerete in mostra pensando a Leonardo, ne uscirete, come me, affascinati da Maria Nella Marangon.

Aprile 2019 Gianpaolo Gasparetto

 

 


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